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Fabio Biffi, dalla Valdagna alla Savino Del Bene: sempre presente!

Fabio Biffi, dalla Valdagna alla Savino Del Bene: sempre presente!

Gli anni da tifoso, da dirigente e da scout sempre nella squadra di Scandicci: ecco la sua storia

Ormai sono intere generazioni che quando si nomina volley a Scandicci viene in mente Fabio Biffi. Perché? Facile da spiegare: “il Biffi”, come viene comunemente chiamato, è un pezzo vivente di storia di questo sport.

Fabio sei un'istituzione nel volley scandiccese: ci puoi raccontare quando e come è nata la tua passione per la pallavolo?

“Nella scuola media che frequentavo insegnava un certo “Proff. Giuntini” che nelle ore di educazione fisica insegnava pallavolo e ci invitava ad assistere alle gare della squadra che lui allenava: la squadra era la Valdagna ed erano gli anni degli scudetti da allora non ho mai smesso di seguire con questo sport, fino al momento che un amico mi chiese di dare una mano e mi ritrovai seduto su una panchina come dirigente. Nel 2015 devo ancora smettere”.

In che modo sei diventato scout?

“Non mi è mai piaciuto rimanere in disparte in palestra, ho da sempre cercato di “dare una mano” alla squadra, con la rilevazione statistica ho iniziato verso la fine degli anni '90 da allora ho coltivato sempre più seriamente quella che prima era una passione ma oramai da anni è una professione”.

"Il Biffi" ha visto Scandicci crescere e passare di categoria: quando è successo la metamorfosi verso il professionismo e secondo te perché?

“Fin da quando sono entrato nella società, con gli altri dirigenti abbiamo sempre cercato di dare un’impronta di “professionalità” alla squadra togliendoci anche delle belle soddisfazioni non sempre però tutto è andato bene. In effetti e proprio nella situazione peggiore (eravamo retrocessi in Serie C) che è arrivato il Patron Nocentini e la Savino del Bene. Da quel momento tutto ha preso una piega decisamente indirizzata verso la Serie A e di conseguenza verso il professionismo. La passione che il nostro patron mette nello sport ha contagiato tutti noi permettendoci di bruciare in soli 3 anni tutte le tappe e far rinascere un movimento a Scandicci ridotto hai minimi termini”.

Ci potresti dare un voto all'annata della Savino Del Bene?

“Difficile dare voti. L’obiettivo centrato pienamente e con largo anticipo mi porterebbe ad un 8, ma l’appetito vien mangiando e alla sognavo i playoff: ma comunque benissimo così!”

In tutti questi anni, quali sono i tuoi ricordi belli e quali cancelleresti…

“Nella vita di una squadra ci sono sempre alti e bassi, vittorie e sconfitte, quindi momenti belli e brutti sono tanti. Il più brutto credo sia la retrocessione in Serie C: un anno veramente da dimenticare; il più bello sicuramente nel 1999, ovvero la vittoria dello scudetto U18 con un gruppo fantastico che non scorderò mai. Poi magari quello che non dimenticherò deve ancora venire!”

"Il Biffi" ha sposato solo la pallavolo o dietro c'è una famiglia che lo aspetta pazientemente tutte le domeniche?

“La pallavolo è “quasi” la mia vita, fortunatamente alle spalle ho una famiglia che anche se non è proprio pazientemente sopporta i lunghi fine settimana di assenza. Devo solo ringraziare Rossella e i ragazzi per la pazienza che dimostrano nei miei confronti!”

Il nostro Fabio termina così il suo racconto:

“Finisce un anno molto importante per me e per la pallavolo a Scandicci: arrivati fin qui non dobbiamo fermarci! Siamo già pronti a ricominciare perché il prossimo anno sia ancora più emozionante e ricco di soddisfazioni”.